Guillaume Singelin ci ha stupiti ai disegni di The Grocery, ma in Frontier torna da autore completo, per dipingere un affresco complesso e avvincente. Un’umanità che sta colonizzando il cosmo si ritrova intrappolata nelle stesse logiche predatorie e di sfruttamento delle risorse di cui era vittima quando la vita era limitata al pianeta terra.
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Solo che se vivendo su un grande pianeta possiamo illuderci di essere, nonostante tutto, liberi, negli spazi angusti di una stazione spaziale, o su una lontana colonia, è lampante come le nostre vite siano dominate dai debiti che contraiamo e che fatichiamo per ripagare, dai vincoli contrattuali con chi ci concede di sopravvivere, invece di aiutarci a vivere. Scegliendo questo fumetto per la sua collana Cherry Bomb, Zerocalcare vuole farci notare come il capitalismo sfrenato accechi chiunque non lo metta in dubbio, e infatti in Frontier il personaggio dalle pulsioni più umane e dignitose è quello che è stato addestrato da mercenario, e che ha visto la morte più da vicino, arrivando a mettere in dubbio tutti i meccanismi su cui si basa la sua esistenza.