Tra gli anni Sessanta e Settanta, la storia culturale si colora di ottimismo: dalla musica alla moda all'habitat tutto sembra annunciare il passaggio da un travaglio creativo a una svolta sociale per il nostro paese. Dalle correnti internazionali di rinnovamento e libertà l'Italia del dopoguerra vede nascere il design italiano da un gruppo di artisti e architetti in gran parte autodidatti.
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In questo scenario si colloca l'opera di Joe Colombo (1930-1971). Creatore insieme a Baj e Dangelo del movimento Nucleare, partendo dalla pittura passa al design per ritornare infine alla "città nucleare", un percorso organico in cui l'elemento creativo pittorico si fonde con l'invenzione del designer.