Dalla storia contemporanea affiorano segnali di inquietudine. Si è parlato di fine della storia, di una sua crisi gravissima, alimentata dall'interruzione dei contatti tra le generazioni, dal diffondersi di irrazionalismi incontrollati.
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L'autore riflette su cosa significhi oggi fare lo storico della contemporaneità, tra l'invasività dell'uso pubblico della storia e la sfida epistemologica dei nuovi media.